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PRAGA MONUMENTI BERLINO |
Naturalmente questo portale web non ha le pretese di voler competere con una delle tante ed esaurienti guide cartacee che si trovano in libreria. Pertanto questa pagina si limita a raccogliere alcune informazioni solo sui monumenti che ho avuto modo di vedere e fotografare durante il mio soggiorno a Praga. Staré
Mesto (la città vecchia) Subito dopo la zona del Castello e Malà Strana, la parte di Praga che cominciò ad essere popolata fu Stare Mesto, la Città Vecchia. Nel corso del XII secolo si stabilirono in questa parte della città italiani, ebrei, tedeschi, borgognoni. La Staré Mesto, situata sulla riva destra della Moldava, conserva l'aspetto di una vecchia città, con le sue strade strette e i suoi monumenti civili e religiosi: il Palazzo Municipale, la chiesa di Nostra Signora del Týn e l'antico caravanserraglio. Piazza Staromestské Namesti Il cuore di Starè Mesto è rappresentato sicuramente dalla Staromestskè Nimesti (Piazza della Città vecchia), una piazza molto importante dal punto di vista storico.
Dominata dall’imponente statua dedicata al riformista religioso Jan Hus, conserva alcuni dei più importanti monumenti cittadini Rinascimentali e barocchi dalle bellissime facciate color pastello: il municipio (Staromestskà radnice), con il suo celebre orologio astronomico risalente al Quattrocento; la Casa Kriz; la neorinascimentale Casa Mikes; la straordinaria Casa del minuto (Dum U minuti), decorata con scene bibliche e di ispirazione classica; la Taverna U Bindru; Palazzo Kinsky; Autentico gioiello gotico trecentesco è poi la Chiesa di Santa Maria di Tyn (Tynsky chràm) a tre navate, caratterizzata da una curiosa copertura a torricelle e sovrastata dalla mole delle due alte torri che raggiungono gli 80 metri di altezza. Sempre nella Città Vecchia spiccano la Celetnà ulice, breve via ricca di palazzi settecenteschi, e la Piazza Piccola (Malé namestì), con al centro un caratteristico pozzo in ferro battuto. Orologio astronomico Nel 1410 il maestro orologiaio Mikulas di Kadan costruì un orologio che venne collocato nella porzione inferiore della Torre del Municipio di Staré Mesto, nella Città Vecchia. Nel 1490 il maestro Hanus si occupò della sua sistemazione e lo realizzò per come oggi lo possiamo ammirare. A Praga si racconta una leggenda: Hanus sarebbe stato accecato per non costruire un'opera identica; il maestro, però, si sarebbe vendicato danneggiandolo, dopo essersi introdotto nell'orologio. Naturalmente questa è una leggenda. La realtà è diversa. Hanus non fu mai accecato, anzi continuò il suo lavoro di orologiaio. Sembra vero, invece, che l'orologio non funzionò bene fino a quando un certo J.Tabosky, nel 1570 circa, non lo riparò.
L'orologio è composto da due quadranti e da 8 figure, quattro poste ai lati del quadrante superiore e quattro ai lati del quadrante inferiore. Al di sopra del quadrante superiore ci sono due finestre conosciute come il Corteo degli Apostoli. Le quattro figure del quadrante superiore simboleggiano la "Vanità" (=un personaggio che si ammira allo specchio), l'"Avarizia" (= un avaro che fissa la sua borsa), la "Morte" (= uno scheletro che tira con una mano le corde della campana a morto e con l'altra tiene alta una clessidra) e la "Lussuria" (=un turco che scuote la testa). Quando scocca l'ora, la Morte suona una campana e capovolge la clessidra che ha nella mano sinistra, gli Apostoli cominciano a passare dietro le due finestre chinandosi verso la folla: dalla finestra sinistra per primo passa Paolo con una spada ed un libro, poi Tommaso con una lancia e, di seguito, Giuda con un libro, Simone con una sega e Bartolomeo con un libro; dalla finestra di destra Pietro con una chiave, Matteo con una scure, Giovanni con un serpente, Andrea con una croce, Filippo con una croce e Giacomo con un martello di legno.Al termine di questa “processione” finalmente l'ora viene suonata con il canto di un gallo che scuote le ali. Nel quadrante superiore al centro vi è un disco che rappresenta il mondo conosciuto di allora, con Praga al centro. Vi è un sole d'oro che traccia un cerchio attraverso la zone blu del giorno, la zona marrone del crepuscolo a ovest, il disco nero della notte e l'alba ad est. Da questo si possono leggere le ore in cui sorge e tramonta il sole. Vi sono, poi, delle linee curve, segnate da cifre arabe in nero, che fanno parte di un orologio stellare astronomico. Un braccio solare indica l'ora su un anello con i numeri romani (da I a XII ed ancora da I a XII). Il XII superiore si riferisce al mezzogiorno, quello inferiore alla mezzanotte. L'anello più grande segna le 24 ore del tradizionale orario boemo, che iniziano al tramonto: il numero 24 si trova sempre di fronte all'ora del tramonto del quadrante fisso (all'interno). La luna, oltre che mostrare le sue facce, traccia un percorso attraverso le zone del giorno e della notte, muovendosi su un anello mobile non centrico. Sull'anello si può anche vedere su quale segno zodiacale si trovino sia il sole sia la luna. In corrispondenza con il sole possiamo ammirare una mano con una piccola stella che indica il tempo stellare. Nel quadrante inferiore si ammirano 12 scene stagionali che elogiano la vita rurale della Boemia; è una copia di un dipinto del 1866 del pittore ceco Josef Manes. Quasi tutte le date che circondano la ruote del calendario sono abbinate a nomi di santi.
Ghetto ebraico (Josefov) Un luogo denso di significati è il Quartiere Ebraico (Josefov), che testimonia la presenza in città della comunità ebrea fin dal IX secolo. La Staronovà skola è la sinagoga più antica dell’intero continente europeo, costruita in forme protogotiche risale al tardo medioevo. Di tutto rispetto sono anche la Sinagoga Maiselova, quella Spanelskà, la Pinkasova e la Klausova, tutte, ad esclusione di quella spagnola di epoca ottocentesca, risalenti al 1500. Un così alto numero di edifici di culto permette di farsi un’idea dell’importanza, nei secoli, di questa comunità.
Prima dell’avvento dei nazisti, in Boemia risiedevano circa 90.000 ebrei, attualmente sono 18.000. Proprio le truppe del Reich hanno permesso di accumulare un immenso tesoro storico-artistico in quello che è il Museo Ebraico (Statnì zidovské muzeum), che conserva la più imponente collezione di oggetti della civiltà e della cultura ebraica dell’intera Europa. Provenienti dalle case e dalle sinagoghe distrutte dalla furia nazionalsocialista, questo immenso patrimonio artistico, che oggi ci aiuta a comprendere il profondo valore di questa cultura, era stato accumulato esclusivamente con fini predatori e non artistici. La visita al quartiere ebraico può concludersi con il Cimitero (Beth-Hachajim) che, fondato nel XV secolo, comprende migliaia di tombe, addossate una sull’altra, caratterizzate dagli emblemi delle varie famiglie. Il vecchio ghetto vide la sua fioritura alla fine del '500 durante il regno di Rodolfo II, grazie alla sua politica tollerante e illuminata. Dopo vicende di ogni genere fu "risanato", cioè definitivamente abbattuto a partire dal 1893, quando si diede inizio alla costruzione di quartieri più moderni secondo un piano urbanistico che ne avrebbe stravolto la struttura. Nelle sue stradine strette, nei suoi sottopassaggi, nelle sua casupole la fantasia popolare immaginò un'umanità misera ed emarginata, un'esistenza torbida spesso al limite della legge, presenze fantasmatiche ed esoteriche, che fornirono ampio materiale agli scrittori. Un ambiente del genere diede adito a numerose leggende. Tra queste la presenza del Golem, che, nella versione di Meyrink, si aggirava per le sue strade spaventando gli abitanti e assumendo le forme più diverse.
Museo Nazionale (Národní muzeum) Il più grande ed antico museo della Repubblica Ceca ha sede in un imponente edificio in stile neorinascimentale risalente agli anni 1885-1890 che si trova in cima alla famosa Piazza Venceslao, nel centro di Praga.
Al suo interno vi sono alcune esposizioni permanenti, come quella sulla preistoria in Boemia, Moravia e Slovacchia, oltre ad una ricca collezione di rocce e minerali ed altre esposizioni di tipo scientifico (zoologia, antropologia, paleontologia). Si possono vedere ad esempio la collezione di monete, delle quali alcune molto antiche, arte e manufatti artigianali greci e romani, una sezione sulla storia delle nazioni slave e reliquie del teatro ceco dei burattini, solo per nominare alcuni aspetti dalla collezione di 14 milioni di oggetti del Museo Nazionale di Praga. Orario di apertura: 01.01 - 30.04 = dalle 9.00 alle 17.00 01.05 - 30.09 = dalle 9.00 alle 18.00 01.10 - 31.12 = dalle 9.00 alle 17.00 Biglietto d’ingresso: Adulti = 110 kc Bambini, studenti = 60 kc Ingresso gratuito ogni primo Lunedì del mese.
Karluv Most (Ponte Carlo) Il Ponte Carlo è un ponte in pietra in stile gotico che collega la Città Vecchia a Malá Strana. Durante i primi secoli d'esistenza veniva infatti chiamato Ponte di Pietra (Kamenný most). La sua costruzione fu commissionata dal re di Boemia e Sacro Romano Imperatore Carlo IV ed ebbe inizio nel 1357. Incaricato della costruzione del ponte fu l'architetto Petr Parléř tra le cui opere si annoverano anche la Cattedrale di San Vito ed il Castello di Praga. Si dice che dei tuorli d'uovo furono aggiunti alla calcina per rafforzare la struttura del ponte.
Il Ponte Carlo è uno dei molti monumenti che furono edificati durante il regno di Carlo IV ma non fu il primo ponte a collegare le due sponde praghesi della Moldava. In un epoca più remota un'altro ponte si ergeva sul fiume, il Ponte di Giuditta, che fu il primo ponte in pietra ad essere costruito sopra il fiume. Venne realizzato nel 1172 ma venne spazzato via da una piena del fiume nel 1342. A differenza del suo predecessore, il Ponte Carlo, è sopravvissuto a molte alluvioni, la più recente delle quali nell'agosto del 2002 quando il paese dovette affrontare la peggiore alluvione degli ultimi 500 anni. Ci sono delle torri alle due estremità del ponte. È possibile salire sia sulla Staroměstská věž sul lato della Città Vecchia che sulla Malostranská věž sul lato di Malá Strana. Dalla sommità si può godere di una vista del ponte dall'alto. Nel XVII secolo si iniziò a collocare delle statue barocche su entrambe i lati del Ponte Carlo. Ora molte di queste statue sono delle copie e quelle originali si possono vedere al Lapidarium. La statua più nota è probabilmente quella di San Giovanni Nepomuceno, un martire ceco che fu giustiziato durante il regno di Venceslao IV venendo gettato nella Moldava proprio dal ponte. La lapide sulla statua è stato lucidata fino a brillare dall'incalcolabile numero di persone che l'hanno toccata nel corso dei secoli. Si suppone che toccare la statua porti fortuna e assicuri il proprio ritorno a Praga.
Essendo il ponte più importante della città, e carico di storia, ha dato origine a numerose leggende. Secondo una di queste le sue statue sarebbero dei "protettori di pietra" (dal titolo dell'omonimo racconto di F. Langer), e proteggerebbero i neonati dell'isola di Kampa, accompagnandoli per tutta la vita in questo in cambio delle cure ricevute per la loro conservazione. Sempre Langer ("Leggende praghesi") riferisce la leggenda della spada di San Venceslao, che era infissa nelle mura del ponte a protezione della città. Se vi fosse stata un'invasione San Venceslao l'avrebbe brandita, decapitando tutti i nemici con un semplice grido. Ma dei bambini se ne impossessarono, e da allora è introvabile. Per questo si dice che i bambini hanno in mano il futuro del paese. “In effetti, attraversando il ponte di notte, quando la folla dei turisti è chiusa nelle camere d'hotel, sembra che le statue siano diverse da come le abbiamo viste durante il giorno. Forse è la luce, o forse si sono davvero mosse”. (www.viaggioineuropa.it) Il Ponte Carlo si colloca quindi sicuramente in cima alla lista dei posti da vedere. È molto amato anche dagli artisti locali, musicisti e venditori di souvenir che collocano le loro bancarelle su entrambe i lati del ponte tutto l'anno. Un buon momento per visitare il ponte è il tramonto, momento in cui potrete godere di una vista mozzafiato dell'intero Castello di Praga illuminato nel cielo della sera. Il ponte è ora zona pedonale (sebbene in passato il traffico di auto e tram fosse consentito) ed è quasi costantemente affollato di gente. Se lo volete aver solo per voi, andateci la notte tardi o nelle prime ore del mattino.
Malá Strana (parte piccola) In Ceco Malá Strana significa "Parte Piccola" ed è il nome con cui venne identificata questa parte della città quando nel 1300 gli abitanti si trasferirono a Nove Mesto, la Città Nuova. Le guerre Hussite e il grande incendio del 1541 distrussero la vecchia Malá Strana. Solo dopo questi eventi, quando arrivarono artisti e architetti italiani, il quartiere cominciò ad assumere l'aspetto barocco e rinascimentale che ancora oggi conserva.
Da quel momento Malá Strana è vissuta in una sorta di immobilità che l'ha reso come fuori dal tempo. Non ci sono auto, i turisti raramente arrivano negli angoli più nascosti e di sera il quartiere assume un aspetto magico, quasi irreale. Piazza Malá Strana
(Malostranske Namesti) Arrivando dal Ponte Carlo si arriva a Piazza Malá Strana, il centro del quartiere. La leggera pendenza della piazza da’ inizio alla salita che porta alla Via Nerudova, quindi al Castello di Praga. La Piazza è splendidamente circondata da un alternarsi di palazzi barocchi e rinascimentali perfettamente conservati e si sviluppa intorno alla Chiesa di San Nicola che la divide in due unità distinte. Al centro della Piazza c'è la Colonna della Vergine, detta della Peste costruita nel 1715 per commemorare la fine della peste che tra il 1713-14 decimò gran parte della popolazione praghese.
Il Radnice e Palazzo Liechtenstein Nella parte bassa della piazza c'è il Radnice, l'ex municipio di Praga costruito nel 1622 ma che oggi ospita una bar, un pub e un locale dove si fa musica dal vivo. Risalendo la Piazza si passa davanti la Chiesa di San Nicola, la più importante costruzione barocca di Praga. Oltre la chiesa c'è il Lichtenstejnsky Palàc, il Palazzo Liechtenstein che occupa tutta la parte sinistra della Piazza, proprio di fronte alla Chiesa. Fino al XVII secolo al posto del palazzo c'erano 5 case che i Liechtenstein acquistarono dopo i fatti della Congiura della Montagna Bianca. In questo palazzo viveva Karl Liechtenstein, il "Governatore Insanguinato", a cui Ferdinando II diede l'incarico di sterminare i congiurati. All'interno del palazzo ha sede l'Accademia di Musica, da cui sono usciti i più grandi compositori della Repubblica Ceca. Risalendo la Piazza lungo la Via Vlasska, sempre sul lato sinistro ci sono i Palazzi Schonborn e Lobkowicz. Il primo è sede dell'ambasciata americana ed ha all'interno degli splendidi giardini; il secondo ha un frontone davvero stupendo ed ospita l'ambasciata tedesca. Nei giardini di questo palazzo si riunirono migliaia di persone per dare la spallata finale al regime comunista nel 1989.
La Chiesa di San Tommaso Per continuare la visita di Malá Strana vi consigliamo di tornare indietro verso il Radnice e andare verso destra per visitare la Chiesa di San Tommaso (Sv Tomas). La chiesa venne fondata nel 1285 dagli Eremiti di Sant'Agostino e questo spiega i riferimenti costanti al Santo. La facciata della chiesa è una delle più spettacolari di Praga con una statua di Sant'Agostino sopra l'entrata e quella di San Tommaso nel portale sud. L'interno della chiesa è maestoso, con oro, affreschi, stucchi, capitelli. Le volte sono decorate con affreschi che rappresentano scene della vita di San'Agostino. Sempre al santo è dedicata l'allegoria che si trova sull'altare maggiore, che lo raffigura con il fanciullo. Si racconta che un giorno il santo incontrò su una spiaggia un bambino intento a travasare con una conchiglia l'acqua del mare. Davanti allo stupore di Sant'Agostino il bambino, in realtà un angelo, gli disse "E' per me più facile versare tutta l'acqua del mare in questo buco che per te spiegare in minima parte il mistero della Trinità". Accanto alla chiesa, nella parte sinistra, c'è l'ingresso per il Chiostro di San Tommaso. Uscendo dalla chiesa, al numero 2 della Via Tomaskka c'è la birreria Dagli Schnell (Pivnice U Schnellu) locanda molto rinomata frequentata dallo Zar Pietro il Grande e da altri illustri personaggi.
Palazzo Wallenstein Il più grande palazzo di Praga si trova a Malá Strana, precisamente alle spalle della chiesa di San Tommaso. Le menti che lo hanno progettato sono tutte italiane: costruito dal 1623 al 1629, occupa lo spazio che era di 26 case. Voluto da Wallenstein alla sua realizzazione si successero tre italiani: Spezza, Sebregondi e Pieroni. Oggi è sede del senato Ceco. La parte più bella del palazzo è la Sala Terrena, costruita in stile italiano su esempio della Loggia dei Lanzi di Piazza della Signoria a Firenze. Non si può mancare una visita ai giardini.
Via Nerudova Per concludere l'itinerario di Malà Strana vi consigliamo di tornare di nuovo indietro nella Piazza Malá Strana e salire lungo la Via Nerudova, forse la via più bella di tutta Praga. Prende il nome dallo scrittore praghese Neruda, da cui il più famoso poeta cileno Pablo prese lo pseduonimo. La Nerudova porta al Castello ed è un lungo (e faticoso) percorso all'interno del Barocco praghese. La parte più divertente della salita sono le insegne delle case e dei palazzi che li indicavano prima che venisse usata la numerazione. Al numero 2 c'è la Casa al Gatto (Dum U Kocoura) con portali rinascimentali e decorazioni a stucco. La birreria che si trova in questo palazzo serve una delle migliori birre di Praga, molto amata dallo scrittore Hrabal che anche grazie ai litri bevuti in questo posto ha scritto le bellissime pagine dei suoi romanzi. Al numero 4 c'è la Casa all'Ancora d'Oro e più avanti l'insegna Ai tre violini (Dum U Tri Houslicek) che ricorda come in questa casa, dal 1667 al 1748 visse la dinastia dei liutai Edlinger. L'insegna al 27 è quella Alla Chiave d'Oro e al 28 Alla Ruota d'Oro. Al 41 c'è quella del Gambero Verde e al 45 Al Leone Nero, che tiene tra le zampe un boccale di birra.
La Collina di Petrin Sopra Malá Strana c'è la Collina di Petrin, a cui si accede grazie alla funicolare che parte da Malá Strana. Da Petrin si gode una magnifica vista sul quartiere e su buona parte di Praga. L'elemento caratteristico della Collina è la riproduzione in miniatura della Tour Eiffel. Venne costruita in occasione dell'Esposizione Giubilare del 1891. Fonte:
www.viaggioineuropa.it Borgo
del Castello Il Quartiere del Castello (Hradcany) è l’area che offre i monumenti di maggiore impatto visivo. Il Palazzo Cernin, edificato tra il Sei e il Settecento, è probabilmente la più importante opera del barocco boemo, il vertice dell’architettura eroico-trionfale. È fronteggiato dal Santuario di Loreto, che completa questo accorato inno al barocco. Nel loggiato superiore del chiostro merita una visita il Tesoro.
Gli amanti delle arti visive troveranno il loro paradiso nella Narodnì galerie in cui sono contenuti quadri, disegni, opere grafiche e sculture di tutte le più importanti scuole europee. L’intero quartiere, ovviamente, prende però il nome dal suo Castello (Hrad), un monumento che testimonia la magnificenza dell’arte di Praga e di tutta la Boemia. Di immense proporzioni, affonda le proprie fondamenta nella storia della Boemia e percorre, nell’incredibile mescolanza di stili, un intero millennio, dalla sua primitiva costruzione nel IX secolo, sino alla ristrutturazione avvenuta nel primo Novecento. Il susseguirsi dei cortili è un rincorrersi di emozioni e viste che lasciano senza fiato. Tra le sue tante meraviglie citiamo la Galleria (Obrazàrna), con opere di Tintoretto, Rubens, Tiziano, Veronese…; i Giardini Reali (Kralovska zahrada); il Palazzo del Belvedere, realizzato in stile rinascimentale italiano; la Cattedrale di San Vito (Chràam Sv. Vìta) risalente al 1344 e più volte rimaneggiata nel corso dei secoli; il Palazzo Reale, in cui spiccano la tardo gotica Sala di Vladislao (Vladislavsky Sal), la Sala della Dieta e la Scala dei Cavalieri. Merita infine una visita il cosiddetto Vicolo d’oro (Zlatà ulicka), la più piccola e celebre strada di Praga, che deve il suo nome al fatto di essere stata scelta come residenza da alcuni orafi scampati all’incendio del 1541 e per via delle dicerie popolari che la volevano abitata da misteriosi alchimisti. In realtà si tratta di 16 casupole risalenti al tempo di Maria Teresa d’Austria, bellissime per la loro assoluta modestia quotidiana, che si raffronta alla magnificenza del castello e dei suoi tesori.
Cattedrale di San Vito Per chi arriva da Malá Strana e sale al Castello, la maestosità gotica della cattedrale di San Vito (Katedrala Sv. Vita) contrasta fortemente con il barocco della Parte Piccola. È una delle cattedrali gotiche più grandi d'Europa e domina la città occupando la Terza Corte del Castello di Praga. Quando nel 1344 Praga divenne sede arcivescovile si sentì l’esigenza di costruire una chiesa la cui grandezza e bellezza fosse degna della città: ci vollero 600 anni per completarla.
Nello spazio dove oggi si erge la Cattedrale di San Vito si sono succeduti, a partire dal 929, una serie di edifici di culto cattolici. L'edificio visibile oggi fu iniziato nel 1344 per volontà di Carlo IV che voleva una cattedrale con lo stesso stile di quelle francesi. I lavori iniziarono su progetto di Mathieu de Arras e poi passarono a Parler e da questi ai suoi figli. Dopo le guerre ussite e il grande incendio del 1541, i lavori rimasero fermi fino al 1871 quando ripresero per concludersi nel 1929. Nonostante l'intenzione degli architetti moderni di continuare con lo stile originario, oggi è chiaramente visibile la divisione in due della cattedrale. La cattedrale è lunga 164 metri, alta 33 e larga 60. L'ingresso originario della Cattedrale era la Porta D'Oro (Zlatà Brana) che si trova sul lato destro della cattedrale (rispetto all'ingresso principale). La vostra visita può iniziare da qui. La Porta raffigura Carlo IV ed Elisabetta di Pomerania inginocchiati in adorazione del Cristo in Gloria su un mosaico composto da circa un milione di tessere colorate; ai lati c'è un Giudizio Finale opera di maestri veneziani. Tornando indietro si entra nella Cattedrale dall'ingresso principale; la sensazione che si prova è di armonia e unità di stile, molto sorprendente se si pensa che i lavori si sono succeduti per circa 600 anni. Il transetto è la parte più recente della cattedrale, costruito tra il 1871 e il 1929. La parte più interessante è il Coro, quella di più antica costruzione; qui i gioielli non mancano. Al centro del coro, proprio davanti all'altare maggiore c'è la Tomba imperiale, capolavoro dello scultore fiammingo Alexandr Collin. Le statue sono quelle di Massimiliano II d'Asburgo, del padre Ferdinando I e della madre Anna Jagellone. Da qui una scala scende alla cripta dove ci sono altre tombe reali, tra cui quella di Carlo IV. Tutto intorno al Coro ci sono le cappelle dedicate ai santi; quella che più di tutte merita una visita approfondita è la Cappella di San Venceslao, costruita da Peter Parler tra il 1362 e il 1367 attorno alla tomba del Santo Protettore di Praga. Gli affreschi del 1509 sono della scuola del Maestro dell'Altare di Litomerice. Gli affreschi superiori sono dedicati alla vita del santo; nella parte inferiore ornata con circa 1300 pietre dure di Boemia, sono raffigurate scene dalla vita di Gesù. Sulla porta adiacente l'ambulacro c'è un batacchio; la leggenda vuole che sia quello della Cattedrale a cui rimase attaccato il Santo quando fu ucciso per una lotta di potere con il fratello Boleslao. La Cappella di San Venceslao da’ accesso al Tesoro Reale, protetto da una porta con 7 serrature, le cui chiavi sono possedute da sette istituzioni diverse. Queste stanze custodiscono i gioielli della Corona ceca dal 1791. Fanno parte del Tesoro la corona e lo scettro di Otakar II e le insegne (globo, scettro e corona) di Carlo IV, in oro massiccio con pietre preziose. Questi originali non sono visibili, ma delle copie si trovano presso Palazzo Lobkowitz. La leggenda vuole che chi indossa la corona senza averne diritto muore di morte crudele, come accadde al reggente nazista ucciso nel 1942 dalla Resistenza Ceca.
Informazioni per la visita La Cattedrale di San Vito si trova nella Terza Corte del Castello di Praga. Dal 1 aprile 31 ottobre il Castello è aperto dalle 5 del mattino fino a mezzanotte. È necessario il biglietto per visitare questi monumenti: Palazzo Reale, la Basilica e il Convento di San Giorgio (aperto dalle 9 alle 17), la Torre di Dalibor. La visita ai giardini è gratuita; sono aperti dalle 10 del mattino alle 18; in maggio e settembre dalle 9 alla 19; in giugno e luglio fino alle 21; ad agosto fino alle 20. Nel periodo invernale i monumenti chiudono tutti 1 ora prima.
Biglietto Il costo del biglietto per fare il tour completo del Castello costa 350 corone, circa 12 euro. Sono disponibili anche biglietti per visitare solo parti del Castello. Tutte le informazioni sono disponibili presso l'Ufficio Informazioni che si trova nella Terza Corte.
Come arrivare Al Castello si arriva a piedi da Malá Strana salendo per la splendida, faticosa e panoramica Via Nerudova. La fermata della metro consigliata è Malostranskà Hradcanske. Ci arrivano anche i tram 12, 22, 23 che fermano a Malá Strana. Fonte: www.viaggioineuropa.it
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