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VIAGGIO PRAGA BERLINO |
DIARIO DI VIAGGIO
Serata insieme al pub a Ponte San Giovanni, “ridente cittadina” a due passi da Perugia….ancora non sapevamo cosa fare…….tra una birra e un succo spunta fuori l’idea: “perché non facciamo un giro per l’Europa in macchina (visto che i camper a ferragosto li affittano solo per 15 gg.)?”…………Perché no!!!………Dove andiamo?….. Germania?….. Spagna?…….. Olanda?…….. Che ne dite di Praga?….. Aggiudicato!!!!! Partenza ore 03:30 da Perugia, svegli e pimpanti!!!! Durante il viaggio lungo la A1 e la A22 decidiamo di fare una tappa a Monaco di Baviera in modo da spezzare il viaggio. Arrivo a Monaco alle ore 12:00 circa e di corsa all’ufficio turistico in Marienplatz per trovare un albergo. Albergo trovato. Hotel GALLERIA a sud della città. Posate le valigie e fatta una doccia ristoratrice, di nuovo in piazza per fare un giro e cenare. La città è splendida, pulita e accogliente, la gente molto gentile….unica nota negativa della giornata…la pioggia e il freddo!!! Dopo aver cenato alla famosa birreria HB, facciamo un giro in notturna per la città, prendiamo un altro paio di birre (beh…non c’è da meravigliarsi, siamo a Monaco!!!!) e andiamo a vedere la mitica Allianz Arena (lo stadio dove gioca il Bayern Monaco); è mezzanotte e in giro non c’è assolutamente nessuno, siamo sperduti ed infreddoliti nel vuoto parcheggio dello stadio ma comunque affascinati dalla sua geniale illuminazione in bianco, rosso e blu. Alle ore 01 ca. tutti a letto…è stata una giornata piuttosto lunga e faticosa. Ore 8:00, dopo una buona dormita (non per tutti a dire la verità !) apriamo le finestre per vedere che tempo fa’….e la delusione è grande….piove ancora a dirotto, fa freddo e il cielo grigio non promette niente di buono. Siamo stufi di questo tempo, quindi “armi e bagagli” decidiamo di partire: destinazione Praga. Facciamo colazione, e che “po po” di colazione, paghiamo il conto dell’albergo e via, alle ore 10 circa partiamo alla volta della capitale della Repubblica Ceca con la speranza di trovare un tempo migliore. Le speranze sono purtroppo mal riposte, la pioggia ci accompagna per gran parte del viaggio in mezzo alle sconfinate foreste tedesche. Ore 13:00 siamo al confine. Superato qualche intoppo burocratico alla frontiera ci fermiamo al ristorante per pranzo, non prima però di aver comprato il ticket per circolare sulle strade ceche (10 €) e cambiato un po’ di soldi (1 € = 27 Corone ca.). Al ristorante prima piacevole sorpresa. Con appena 1,50 – 2 euro si pranza e si beve in abbondanza….. Ore 15.30: arriviamo finalmente a Praga e parcheggiamo in un garage multi-piano nella periferia della città. La prima impressione della città non è un granché…anzi tutt’altro…ma d'altronde siamo in periferia, e raramente le periferie delle grandi città sono piacevoli….!!! Prendiamo la metrò e raggiungiamo il centro della città. Beh…qui la situazione è completamente diversa…il contesto è semplicemente favoloso…vie larghe, pulite e piene di gente, negozi, palazzi storici, ristoranti, e tant’altro. NOTE: Concedetemi un piccolo, ma importante excursus: le biglietterie all’interno delle stazioni del metrò sono praticamente sempre chiuse. L’unico modo per fare il biglietto (che è valido anche per i tram) è stazionare 2 ore davanti alle macchinette automatiche con l’istruzioni scritte in ceco o in un inglese decisamente “maccheronico”. Problemino….le macchinette accettano solo, e dico solo, monete ma in qualsiasi ufficio di cambio vi danno solamente banconote, e per giunta di taglio piuttosto grande. Come fare??? I negozi non cambiano le banconote, gli uffici di cambio non ci pensano neppure….l’unica speranza è trovare qualche anima pia che si impietosisca vedendovi arrivare con la faccia disperata e una banconota in mano sventolata a mo’ di bandiera. CONSIGLIO: mettete da parte le monete che riuscite a racimolare nel corso della giornata quando andate a fare acquisti, e quando raggiungete la somma per il biglietto ( 80 CZK per 24h.) mettetela da parte e non toccatela fino a quando non dovrete fare il vostro ticket, altrimenti rischiate seriamente di passare ore in giro per la città alla ricerca delle fantomatiche monete. Peccato che il contesto favoloso non sia accompagnato da un altrettanto favoloso benvenuto dei praghesi. Infatti appena arrivati cerchiamo un ufficio turistico per trovare una sistemazione e a fornirci informazioni incontriamo due persone del posto estremamente irritanti. Il primo è un ragazzetto di circa 20 anni rinchiuso in una specie di bunker dal quale ci risponde, attraverso una fessura stretta sul vetro (simile a quella presente nelle vecchie banche o uffici postali), in maniera piuttosto scorbutica e arrogante che nessun ufficio informazioni della città offre il servizio di prenotazione alberghiera. Peccato che proprio sopra la sua testa campeggi a caratteri cubitali la scritta “ACCOMODATION”. Abbastanza seccati andiamo all’ufficio turistico di fronte (a circa 50 m. dall’altro) che all’apparenza ci sembra decisamente migliore, con scrivanie, sedie, poltrone, depliant e poster alle pareti. Appena messi seduti un ragazza poco più che ventenne con una faccia antipatica in tono scortese e irritante ci propone una stanza nell’unico albero, a detta di lei, rimasto libero della città. Il problema è il prezzo, decisamente elevato, quasi una rapina. Ce ne andiamo piuttosto seccati dall’atteggiamento insolente della ragazza. (capisco che era sabato pomeriggio e lei doveva lavorare, ma in fin dei conti la pagano per il servizio che offre e ci sono tanti ragazzi, me compreso, che vorrebbero fare il suo lavoro). A questo punto ci troviamo decisamente spiazzati, perché sono le 4 del pomeriggio e non abbiamo una sistemazione per la notte. All’ufficio turistico ci ricongiungiamo casualmente con una simpatica coppia di Bergamo incontrata nel ristorante della frontiera a pranzo. Abbiamo lo stesso problema e siamo tutti egualmente irritati dall’atteggiamento del personale delle Informazioni. Quindi uniamo le nostre forze e iniziamo la ricerca di un hotel o qualcosa di simile. Una simpatica signora italiana vedendoci in difficoltà ci fornisce il numero di telefono di un battello ormeggiato lungo le rive della Moldava adibito a hotel. Proviamo a chiamare, ma niente non rispondono. Compriamo una guida degli alberghi della città e iniziamo a telefonare praticamente a tutti, ma ancora nulla, ci rispondono in continuazione “full !!!” oppure semplicemente non ci rispondono per niente. La situazione comincia a diventare complicata, la notte sta calando e, tanto per cambiare, inizia a piovere. Ad un certo punto decidiamo di dividerci e di battere tutta la città autonomamente, noi in auto e i ragazzi di Bergamo in moto, alla ricerca di una camera libera. Dopo una lunga ricerca, quando già ci eravamo rassegnati a dormire in auto, troviamo finalmente una camera libera all’Hotel Bohemians proprio sulla riva destra della Moldava nella prima periferia della città. Posati i bagagli, prendiamo un comodissimo tram e andiamo in centro per cena. Alle 23.30 c.a. ci mangiamo una deliziosa pizza accompagnata da birra locale in una pizzeria “ovviamente” italiana. Il centro vista l’ora tarda è praticamente vuoto e i locali stanno chiudendo, quindi non ci resta che ritornare in albergo, non prima di aver capito come funzionano i tram di notte, e farci una sana e ristoratrice dormita dopo le traversie della giornata.
Ore 9.00 siamo di nuovo in piedi nonostante sia domenica, ma la città è grande e bella, quindi vale la pena alzarsi presto per visitarla. Facciamo una modesta (nel senso della qualità e non della quantità) colazione, con una ragazza bionda piuttosto in carne che in maniera piuttosto rude e ripetitiva ci dice in una lingua a metà fra inglese, tedesco, praghese e “chi più ne ha più ne metta” che sono le 10.00 e il tempo per mangiare è scaduto. Dopo aver praticamente tolto il cibo da tutti i tavoli e anche dai nostri piatti ci scaccia dalla sala. Sazi, prendiamo il nostro bel tram alla fermata “Dvorce” a pochi metri dall’albergo, e via di nuovo verso il centro storico, dove arriviamo in pochi minuti. Prima tappa naturalmente la piazza Staromestské Namesti dove spicca il famoso OROLOGIO ASTRONOMICO simbolo univoco di Praga. La piazza, a differenza della notte precedente, è stracolma di gente che in trepida attesa aspetta lo scoccare dell’ora per veder il “carillon” in azione. In mezzo a questa muraglia di persone, ci accorgiamo con moderato stupore che il 90 % di quelli che ci circondano sono Italiani !!!. Sembra di stare a Roma….anzi no…perché a Roma ci sono molti meno italiani !!! Dopo aver ammirato i personaggi che adornano l’orologio muoversi allo scoccare delle 11.00, facciamo un bel giro per Staré Mesto (la città vecchia), ammirando i palazzi, il ghetto ebraico, il lungo Moldava, il Ponte Carlo. Qui piccola ma gradita sorpresa…incontriamo nuovamente la coppia di ragazzi di Bergamo e decidiamo di andare a bere qualcosa insieme. Dopo una lunga seduta con birra, coca e succo in un grazioso ristorante islandese ci salutiamo per l’ultima volta e completiamo il giro del centro di Praga. Dopo essere tornati in albergo per una doccia e un paio di ore di riposo, torniamo in centro per una frugale cena in uno dei tanti McDonald’s di Praga. Un breve giro notturno della città e di nuovo in albergo per la notte. Solita sveglia mattutina (ore 09.00) e solito muso lungo della cameriera addetta alla prima colazione che ha fretta di sparecchiare e riporre via tutto negli armadi. Questa mattina però c’è una gradita sorpresa: il sole. Infatti dopo tre giorni di pioggia e freddo finalmente il cielo è azzurro e splende un caldo e benevolo sole. Via felpe e tute e avanti con T-Shirt e calzoni corti. Prendiamo il solito tram e di nuovo in giro per Staré Mesto. Dopo aver ammirato per due giorni la mole del Museo Nazionale (Národní muzeum) decidiamo di entrare a visitare le sue collezioni di Preistoria di Boemia, Moravia e Slovacchia, di rocce e minerali, paleontologia, zoologia, antropologia. Molto interessante un padiglione in cui è stato ricostruito l’habitat dell’uomo primitivo con figure, luci e suoni molto suggestivi. Dopo aver nutrito il nostro intelletto occorre nutrire anche il nostro stomaco. Decidiamo di fare le cose in grande: pranzo alla rinomata “Taverna Toscana” in pieno centro. Antipasto, secondo e contorno….e tanto per gradire mezzo litro di vino bianco alla spina. Il tutto ci costa più di una notte in albergo e quindi ricorriamo a bancomat e uffici di cambio per rifornirci di denaro contante. Dopo esserci rimpinzati decidiamo di varcare la Moldava e visitare il quartiere di Malà Strana (parte piccola). Passaggio obbligato il celebre Karluv Most (Ponte Carlo) con le sue grandiose e “annerite” statue. Proprio mentre siamo sopra il ponte, il sole all’improvviso ci abbandona e nel giro di pochissimi minuti il cielo si fa’ nero e si alza il vento. Iniziano a cadere le prime grosse gocce di pioggia che ben presto diventano un violento acquazzone. Il ponte prima affollatissimo si svuota di colpo e la gente inizia a correre alla ricerca di un riparo. Il temporale dura circa mezz’ora e noi passiamo questo lasso di tempo stipati sotto un porticato dove tanto per cambiare siamo circondati da un “mare” di italiani. La pioggia si fa’ meno intensa è decidiamo di incamminarci sotto l’acqua per risalire la collina di Malà Strana. Dopo una breve sosta nella Chiesa di San Nicola, ci facciamo una bella e lunga scalinata che ci porta nella piazza antistante il borgo del Castello che rinchiude la splendida Cattedrale. Da quassù si gode un panorama della città davvero mozzafiato e senza pensarci due volte, tiro fuori la mia “Canon” e inizio a scattare senza tregua decine di fotografie. Iniziamo a girare per gli edifici, sede del Presidente della Repubblica, che costituiscono il borgo del Castello e una volta oltrepassata una piccola galleria ci ritroviamo davanti alla magnifica Cattedrale di San Vito con la sua altissima torre. Purtroppo l’orario di visita è appena terminato cosicché non possiamo visitarla all’interno, e non possiamo visitare, per lo stesso motivo, il celebre Vicolo d'Oro abitato per secoli da decine di orafi e alchimisti e dove al n. 22 visse Franz Kafka. Un vero peccato…pazienza un motivo in più per ritornare quanto prima a Praga. Dove aver girovagato a lungo fra i vicoli e aver scattato decine e decine di foto, saliamo sul primo tram che incontriamo e facciamo ritorno in albergo. Un breve break con doccia compresa e via di nuovo in centro per cena. Ritorniamo alla pizzeria italiana del primo giorno e dopo una pizza, un toast e birra decidiamo di andare in giro per la città a scattare qualche foto in notturna. Riattraversiamo il Ponte Carlo e nuovamente risaliamo la collina di Malà Strana per raggiungere il castello e la cattedrale. Il panorama in notturna forse è ancora più sorprendente che di giorno dato che tutti i più importanti monumenti della città sono illuminati. Con grande sorpresa scopriamo che il cancello di accesso al castello è aperto e ci ritroviamo di fronte alla Cattedrale splendidamente illuminata. Ci mettiamo seduti ad ammirare questa magnificenza, in un religioso silenzio “amplificato” dalla piazza completamente deserta. Ebbri di tanto splendore ridiscendiamo la collina, riattraversiamo il Ponte Carlo, ci facciamo una lunga camminata lungo la Moldava e preso il solito tram torniamo esausti ma felici in albergo. Domani ci aspetta un’altra lunga giornata: il trasferimento a Berlino.
Al termine di una robusta colazione, carichiamo i bagagli in auto, e dopo una serie di peripezie stradali, salutiamo Praga e riusciamo a prendere l’autostrada verso nord in direzione di Berlino. La scelta di Berlino è maturata, valutando una serie di fattori (traffico per il rientro, festival rock, alberghi pieni), in una delle pause post-doccia e pre-cena in albergo dei giorni precedenti, ed ha prevalso su Budapest, destinazione inizialmente prevista. L’autostrada finisce ben presto e ci ritroviamo nella piena campagna ceca circondati da imponenti montagne. Il panorama non è per nulla sgradevole e abbiamo modo di vedere, sebbene di sfuggita, il vero volto della Repubblica Ceca fuori dalla ormai “europeizzata” Praga. Dopo qualche chilometro ci immettiamo nella nuovissima autostrada che collega il confine della Repubblica ceca con Dresda, e una volta attraversata questa famosa città (che purtroppo per ragioni di tempo non possiamo visitare) puntiamo decisi verso la capitale della Germania. Per non incappare nei problemi incontrati in mattinata per uscire da Praga e memori delle difficoltà incontrate in questa città per trovare un albergo libero, ci fermiamo nel primo hotel che incontriamo, neanche a farlo apposta di nuovo lungo le rive di un fiume (Fiume Spree), in piena periferia sud-est della città. A prima vista l’albergo non ci sembra un granché, ma ci basta entrare all’interno per cambiare idea e convincerci che probabilmente abbiamo fatto la scelta giusta. È pomeriggio inoltrato, così posati i bagagli in camera ci facciamo una bella doccia e ci riposiamo un po’. Si avvicina l’ora di cena e rinfrescati usciamo dall’albergo per salire sul primo tram. Su indicazione di due giovani ragazze berlinesi (a dir la verità un po’ troppo seccate, ma anche un po’ divertite, dal nostro inglese maccheronico) scendiamo dal tram per prendere la metro e dopo quasi un’ora da quando siamo partiti, scendiamo ad Alexanderplatz (o più semplicemente “Alex”), centro della parte orientale della città, dove, in mezzo a edifici storici, campeggia l’impressionante mole della torre della TV. Questo rischioso accostamento fra antico e moderno, passato e presente, ci accompagna per tutto il nostro soggiorno a Berlino e può essere considerato uno degli aspetti peculiari della città che la rende unica al mondo. Decidiamo di mangiarci un pezzo di pizza al volo seduti appena fuori la stazione metro, proprio sotto l’antennone, e poi via in direzione della celebre Porta di Brandeburgo attraverso la lunghissima Unter den Linden in cui si affacciano la Cattedrale e alcuni dei più importanti musei della città. Fatte le rituali foto sotto la Brandenburger Tor la attraversiamo e seguendo la sottile striscia di colore diverso sull’asfalto, che indica l’antica ubicazione del muro di Berlino, raggiungiamo il Reichstag, ovverosia il Parlamento Tedesco, con la sua magnifica cupola in cristallo. Scattate le solite foto in notturna ripercorriamo a ritroso il viale Unter den Linden e ci fermiamo a bere una birra nel pub “Palm Beach” un curioso locale in stile Hawaiano con sabbia sul pavimento, palme e cameriere in bikini. Peccato per il servizio……per prendere due birre e un hamburger aspettiamo quasi un’ora, e pensare che il locale non è neanche troppo affollato. Nel frattempo conosciamo due ragazzi, tanto per cambiare, italiani che frequentano l’università cittadina. A differenza di Praga tuttavia va ammesso che a Berlino non sono gli italiani a farla da padrona, bensì gli spagnoli….ce ne sono a centinaia. Verso le due ci alziamo dal tavolo e ci dirigiamo nuovamente alla stazione del metro e qui abbiamo la prima nostra sorpresa….come immaginavamo infatti è chiusa per la notte. Decidiamo allora di aspettare un tram, ma ne passa uno ogni mezz’ora e per di più nessuno va verso il nostro albergo. Dopo un lungo peregrinare al freddo per le fermate dei tram e degli autobus leggendo le cartine per orientarci, troviamo finalmente un tram che va verso est a incrociarci con la linea di quelli che vanno a sud, e dopo essere scesi e risaliti in più vetture, raggiungiamo grazie alla fortuna e ad una buona dose di buonsenso e spirito di adattamento il nostro amato hotel. Sono le 5 del mattino, fuori albeggia e noi siamo stanchi morti.
Mercoledì 15 agosto - FERRAGOSTO Visto l’orario a cui siamo andati a dormire, questa volta decidiamo di non rimettere la sveglia e di rimanere a letto fino a quando il nostro organismo non dice basta. Ci svegliamo infatti alle una del pomeriggio e dopo esserci vestiti, ancora un po’ intontiti usciamo dall’albergo e prendiamo il tram per giungere ad Alex. Ci facciamo un piccolo spuntino nella mega-stazione della metro e saliamo sul primo convoglio diretto al celeberrimo Zoologischer Garten Berlin. L’atmosfera è piacevole e ci divertiamo a passeggiare tra moltissime specie di animali: elefanti, scimmie, panda, tigri, leoni, rinoceronti, zebre, pinguini…….fino a giungere alla più celebre attrazione dello Zoo, ovverosia KNUT, il famosissimo cucciolo di orso bianco nato nel dicembre del 2006. Ci facciamo immediatamente contagiare dall’entusiasmo dei bambini che ci circondano e ci divertiamo come matti delle peripezie del giovane orso fra pozze di fango e piccoli laghetti. Usciti dallo Zoo che è quasi buio, torniamo ad Alex, e qui ci viene la botta di genio….andiamo a vedere il mitico Olympiastadion !!!. Saliamo di nuovo sul treno e torniamo indietro verso quello che è diventato, dal 9 luglio 2006, uno dei monumenti più ambiti dai tifosi italiani. Qui infatti la nazionale italiana di calcio ha alzato l’ultima coppa del mondo. Anche in questa occasione troviamo chiuso a causa dell’ora piuttosto tarda (sono le 19.00) e non ci rimane altro che farci due foto davanti al cancello principale di quello che fu il più grande stadio del mondo, che ospitò anche le celebri olimpiadi del 1936 in piena epoca nazista. Oramai si è fatta notte e dopo un’altra pizza in Alex e due foto in notturna torniamo in albergo a dormire.
Ci alziamo presto e dopo un’eccellente colazione, sia per qualità che quantità, ci dirigiamo nuovamente verso Alex, ormai nostro punto di ritrovo, e saliamo sul metro diretti a Potsdamer Platz una delle più importanti piazze berlinesi con le sue maestose architetture contemporanee. A pochi metri da Potsdamer Platz visitiamo il Museo della memoria denominato “Topografia del Terrore". Tutto il complesso sorge sui resti delle fondamenta dei quartieri generali della Gestapo e delle SS, sul retro dell’unico tratto di muro rimasto in piedi nel centro della città. Qui in un’atmosfera piuttosto triste sfiliamo davanti a cartelloni bianchi che raccontano l’avvento del Nazismo e personalmente rimango interdetto di fronte ai registri originali in cui sono appuntati i nomi degli uomini e delle donne arrestati e interrogati dalla polizia militare tedesca, con tanto di età e data di morte. Sembra l’inventario di un magazzino….è veramente raccapricciante. Come se non bastasse per sottolineare il particolare momento, ricomincia pure a piovere. Risaliamo sulla metro e puntiamo verso la Porta di Brandeburgo con l’intenzione di vederla alla luce del sole. La piazza antistante è gremita di gente, con tanto di personaggio con divisa d’epoca e bandiera dell’URSS che si fa fotografare per qualche spicciolo con i turisti. Del resto siamo nel cuore della Berlino Est di pochi anni fa’ e l’ambasciata russa è a pochi metri da noi. Attraversata la “Porta” ci dirigiamo dapprima verso il grandioso Reichstag e successivamente, sempre a piedi, attraversiamo il verdissimo Tiergarten, uno dei numerosi spazi verdi di Berlino, per poi prendere la metropolitana in direzione del quartiere di Charlottenburg con il suo celebre castello, il più grande palazzo storico rimasto a Berlino dopo la seconda guerra mondiale. Dopo un’ennesima passeggiata attraverso il suo fantastico parco, risaliamo nella metro per visitare il quartiere di Kurfurstendamm centro del divertimento e dello shopping della parte ovest della città. Dopo una immancabile visita al popolare Hard Rock Cafe, per acquistare la celebre maglietta e vedere decine di chitarre e cimeli vari dei più importanti gruppi rock mondiali, entriamo nella Gedachtniskirche (Chiesa della Rimembranza) che nonostante sia stata notevolmente danneggiata dalla guerra, non è stata volutamente restaurata ed ora è adibita a luogo di commemorazione. Ancora in metro raggiungiamo l’incredibile e gigantesca Hauptbahnhof, la stazione centrale di Berlino, inaugurata nel maggio 2006, ad oggi la più grande stazione ferroviaria d'intersezione su più livelli (ben 5) d'Europa. Con un ultimo sforzo di volontà decidiamo di tornare ad Alex a piedi, visitando il labirintico monumento dedicato alla vittime dell’olocausto e attraversando di nuovo la lunghissima Unter den Linden. Fatto un po’ di shopping risaliamo per l’ultima volta sui vagoni della metropolitana e dopo aver preso un tram torniamo in albergo per farci una bella doccia e mangiucchiare qualcosa. Un po’ di tv e via a nanna, domani ci aspetta un lungo viaggio di ritorno verso casa.
Venerdì 17 agosto (spero non siate superstiziosi !!!) Ore 7.30 sveglia. Ci alziamo presto con l’intenzione di partire molto presto per tornare in Italia, in modo da evitare il traffico sulle strade, ma si verifica un piccolo imprevisto: Alessandro, uno dei componenti del trio, in una delle sue “scorribande” notturne (in tono amichevole si intende) ha perso il portafoglio con tutti i documenti e i soldi ed è costretto a passare l’intera mattinata all’ambasciata italiana in una delle strada che costeggiano Tiergaten. Pertanto io e Federico ci facciamo una robusta colazione e ci apprestiamo ad andargli in contro per aiutarlo con le pratiche per la denuncia di smarrimento dei documenti. Quando siamo sul tram, quasi a metà strada dall’Ambasciata, riceviamo una telefonata di Alessandro che ci avvisa che la nostra presenza non è più necessaria e che sta tornando indietro. Così non ci resta che prendere il tram nella direzione opposta e tornare in albergo ad aspettarlo. Verso le 12.00 finalmente Alessandro torna, stravolto per la stanchezza, in Hotel. Doccia veloce, vestiti alla rinfusa in valigia e via tutti in auto alla volta dell’Italia. Sono le 13.00…abbiamo ben 5 ore di ritardo sulla preventivata tabella di marcia. Per fortuna il viaggio procede tranquillo e tranne qualche piccolo rallentamento a un centinaio di chilometri da Monaco, il traffico è piuttosto regolare. Valutiamo seriamente l’ipotesi di fermarsi appena superato il Brennero per la notte, in modo da partire la mattina presto riposati. Questa idea ci balena in testa fino a quando in Austria, lungo la corsia opposta dell’autostrada, vediamo una coda lunghissima di veicoli fermi, con tanto di persone sedute sullo spartitraffico e sul cofano delle auto. Valutando il rischio di incorrere il giorno dopo, un sabato da bollino rosso sulle strada, in una identica coda di auto e considerando che i soldi in tasca sono decisamente diminuiti, prendiamo la avventata, ma alla fine saggia decisione di tirare diritto fino a casa. Passiamo il Brennero senza difficoltà, e a ricordarci che siamo tornati in Italia ci pensa un bel casello dell’autostrada che ci chiede il pagamento del pedaggio. Dopo esserci alternati alla guida e fermati un paio di volte in autogrill, e dopo aver scaricato Alessandro a Città di Castello, verso le 02.30 di notte, con 13 ore di viaggio e 1650 Km. di strada sulle spalle, arrivo infine sotto casa. In conclusione abbiamo percorso un totale di 3500 chilometri in 8 giorni di viaggio, un viaggio molto intenso in cui abbiamo macinato anche centinaia di chilometri su tram e metro e altrettanti a piedi. È stata tuttavia una splendida esperienza in cui abbiamo avuto modo di vedere luoghi davvero molto belli e di conoscere persone simpatiche di tutte le età e regioni di Italia. Per questo ho deciso di realizzare questo sito web e di scrivere questo diario di viaggio per fissare nel tempo quei momenti.
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